I benefici della tecnica Bowen
6 Agosto 2017
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Ridere e sorridere

via la tristezza

Avete mai pensato perché abbiamo bisogno di ridere e sorridere?

La capacità di ridere è innata in noi, legata alla sfera del profondo Io, che ci mette in contatto con la parte più intima di noi. La capacità di ridere ha molto da dirci su come viviamo la vita con i suoi dettagli, e di come vogliamo esprimerli. Nel ridere non c’è giudizio, perché fa parte dell’essere bambino. Spesso sorridiamo per circostanza, ma il ridere viene dal profondo, dalla libertà di esprimere se stessi, come lo eravamo, lasciando alle spalle quello che non dovremmo essere. Si può imparare a sorridere, ma non a ridere. E’ espressione della felicità, del benessere più profondo senza limiti, perché non è un meccanismo che parte dalla mente, ma dall’animo. Ognuno ha la capacità di ridere, basta ascoltare meno la mente e lasciare da parte le domande che contengono troppi “perché”. Quindi, via libera alla “risata”, come benefica espressione di solarità, ottimo rimedio per aprire una porta che guarda oltre il confine della tristezza.

Quanto è importante saper ridere? Osservate i neonati: quando dormono sorridono, quindi è essenziale. Quando ridiamo rilasciamo endorfine, i messaggeri del buon umore. Ridere e sorridere è contagioso, quindi migliora i rapporti umani. E’ l’anti-aging per eccellenza. Infatti, il semplice atto del “ridere e sorridere” riduce lo stress, indotto dagli ormoni adrenalina e cortisolo. Quando ridiamo, il corpo è più rilassato e ciò contribuisce a migliorare il benessere psicofisico. Sentirsi liberi nell’atto della risata aiuta a essere ottimisti. Prova a immaginare uno scenario negativo e aggiungi un “pizzico” di sorriso, giocando pazzamente con il copione. Tutto cambierà, perché quando sorridiamo il corpo ci manda un messaggio molto chiaro: la vita è bella.

Certo è che ci sono momenti di vita dove connettersi alla fonte del ridere non avviene con spontaneità. Allora perché non allenarsi, come se fossimo in una palestra speciale, per diventare professionisti del sorriso?  Ad esempio, quando siamo tristi e non abbiamo motivi per sorridere e di conseguenza ridere, dobbiamo trovare un modo per far scattare questa risata in maniera meccanica, che può avere una funzione rigenerante. Non fatevi bloccare dal pregiudizio, provate a ridere, anche se sembra artefatto. L’importante è sperimentare, per lasciare spazio alla possibilità di arrivare a essere liberi di poterlo fare. Esiste una disciplina chiamata “yoga della risata” per trasportarsi nello spazio del ridere, ma basterà coinvolgere qualche amico oppure provare da soli sfruttando uno specchio, vivendo questa esperienza come un frivolo gioco.
Quando deciderete di provare, per rendere il tutto più gioioso, utilizzate qualche rimedio floriterapico: sarà una piacevole scoperta per migliorarsi e ripeterla con maggior enfasi.

Vi sentite sciocchi? Il fiore australiano adatto può essere Little Flannel Flower, ideale per connettersi con il “bambino interiore”. Non riuscite perché la mente non riesce a spegnersi? Boronia è il rimedio per distenderla, mentre Hibbertia armonizza il cuore con la mente e viceversa. Entrare nel mondo del “sorridere”, accompagnati dai fiori, è viaggiare senza doversi preoccupare degli imprevisti.


Buona risata a voi 🙂

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